Quasi tutte le settimane trovo articoli o blog degli Stati Uniti che ci dicono quanto sia alta l’aspettativa nei confronti dei vitigni autoctoni italiani, che sono circa un migliaio e quanto è difficile conoscerli tutti. Poi leggo i dati di vendita e trovo che i vini diffusi al di là dell’oceano sono sempre gli stessi. Per questa ragione ho deciso di cominciare a parlare di vitigni autoctoni  e dei vini che ne derivano, provando a collocarli sulla mappa e a dare un profilo di cosa cercare e dove trovarlo.

Luoghi incantevoli e vitigni sconosciuti

In questo blog, parlo di Nosiola e Valle dei Laghi: un posto bellissimo, collocato nel nord Italia orientale tra due vicini di casa talmente importanti, da oscurarne la potenzialità: il Lago di Garda a sud e le Dolomiti a nord. Nella testa delle persone la Valle dei Laghi è il viaggio, non la meta. E’ il luogo dove si passa, ma dove non ci si ferma perché si scopre per caso e perché nessuno ti ha mai detto che vale la pena. L’immagine più evocativa della Valle dei Laghi è il Castello di Toblino (nella foto in alto). Un maniero medievale che si affaccia nel lago e che evoca le favole della nostra infanzia, quelle con le principesse e le fate.

https://www.visittrentino.info/en/trentino/tourist-areas/trento-monte-bondone-valle-dei-laghi-piana-rotaliana_md_16

In questa Valle, quasi ignorata dagli itinerari nazionali, si ottengono vini originali e da scoprire. Hanno nomi strani a volte difficili da pronunciare ed hanno una straordinaria caratteristica comune: non vogliono piacere a tutti. Sono tecnicamente perfetti, rispecchiano fedelmente i vitigni da cui provengono e anche quando si prestano ad affinamenti importanti, rimangono fedeli al loro stile minimalista: prendere o lasciare. La varietà regina del territorio si chiama Nosiola ed è l’unica autoctona tra i vitigni a bacca bianca in Trentino. La Valle dei Laghi è il suo habitat. Insisto su regina perché il vitigno in italiano è al femminile “la nosiola”. Pare che sia la forma dialettale della parola italiana “nocciola” = hazelnut, che vagamente ne ricorda il profumo.

Com’è il vino ottenuto dal vitigno Nosiola?

Il vino da uva Nosiola è prodotto in 2 tipologie:

Secco – a scelta la cantina di produzione decide stile e affinamenti più o meno lunghi. E’ un bianco molto piacevole, fruttato e decisamente “alpino” nello stile.

Passito – definito Vino Santo, vino dolce dalla struttura importante, seducente. Stupisce sapere che dalla stessa uva Nosiola si possa raggiungere una tale complessità e una tale capacità evolutiva. Un bouquet finissimo di frutta candita, miele, albicocca e che cerca la sublimazione con abbinamenti importanti quali paté de Foie Gras oppure il più nostrano Gorgonzola.

Il Vino Santo Trentino non è da confondere con quello prodotto in Toscana: sono due vini completamente diversi, a partire dalle uve che li originano. Il Vino Santo del Trentino si fa solo con uva Nosiola, l’uva viene fatta appassire sui graticci grazie al vento pomeridiano tiepido che soffia dal lago di Garda e viene pressata nella settimana precedente la Pasqua nella primavera successiva, per questo prende il nome di Santo (Holy).

Le denominazioni, queste sconosciute

Non è mai un’esperienza facile addentrarsi nelle denominazioni di origine italiane, di fatto la Nosiola si può trovare catalogata in diversi disciplinari di produzione ovvero Trentino Nosiola doc, Vallagarina Igt e quello dal nome evocativo importante Vigneti delle Dolomiti Igt in tedesco Weinberg Dolomiten Igt. Nel Trentino-Alto Adige si parla sia tedesco che italiano e tutti i nomi sono proposti in entrambe le lingue.

Per chi vuole fare l’esperienza dal vivo con la Nosiola, la regione Trentino organizza tutti gli anni in primavera, un evento chiamato DivinNosiola. E’ un’opportunità per conoscere e godere di  territori sconosciuti ai più, pensati già in forma “evento”: https://www.tastetrentino.it/scoprire/eventi/dettaglio-eventi/articolo/a-tutto-nosiola/

https://www.dolomiti.it/en/valle-dell-adige/events/divinnosiola/

E alla fine? Una grappa per tutti

Non è finita, il territorio ha un altro fiore all’occhiello, sono le grappe da scoprire nelle distillerie del territorio. Le grappe sono una bevanda “invernale” e  nella magica “Notte degli Alambicchi accesi“, ci sarà modo di provarne alcune. Dal 6 all’8 dicembre a Santa Massenza, Valle dei Laghi. Save the date https://www.visittrentino.info/it/guida/eventi/la-notte-degli-alambicchi-accesi_e_958123

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