Si dice che il turismo sia un driver importantissimo per il business del vino. Allora il mio compito è usare le parole affinché la destinazione e l’origine si incontrino. Le ricerche sul turismo e sull’export vino in Italia confermano che tutti i territori si sostengono attraverso il flusso di persone verso una destinazione e i vini che appartengono ad un territorio hanno una corsia preferenziale verso l’export.

In Sicilia tutto è esagerato!

Quasi tutto il mondo sa che parte più a sud dell’Italia, collocata nel mezzo del mare Mediterraneo si chiama Sicilia. Fine delle ovvietà. In realtà, cosa si conosce della Sicilia? E qui parte l’elenco delle sensibilità individuali, ognuno di noi ha un suo percorso per ricostruire nella propria testa cosa lo riconnette a una delle isole più famose nel mondo di oggi e della storia. Così se pensiamo alle destinazioni conosciute dell’isola i riferimenti ovvi sono sulle destinazioni da “cartolina”:Taormina. Tanto bella quanto fortunata: affacciata sul mare, vista sul vulcano attivo più famoso al mondo ed dotata di un teatro all’aperto millenario che tuttora ospita spettacoli in un contesto straordinario.

Da qui il percorso si fa più difficile, l’isola è molto grande e non abbastanza dotata di strade e servizi da rendere semplice spostarsi con facilità. Il che comporta quasi sempre di dover trovare compromessi tra le cose da fare e vedere e il tempo a disposizione.

In Sicilia tutto è estremo, nel paesaggio, nella natura, nelle persone. Ma io parlo solo di aspetti piacevoli, allora: le bouganville hanno un colore più intenso che nel resto d’Italia, la luce dei paesaggi è più luminosa che altrove, il vulcano è il più attivo dell’intera penisola (per fortuna!), le persone sono più geniali e giustamente orgogliose, gli alimenti e i vini sono più seducenti.

Più a sud non si può!

Da qualche anno l’aeroporto di Comiso, nella parte più meridionale della Sicilia connette Milano, Roma e le maggiori capitali europee ad una vasta area dell’isola, molto selvaggia, riservata, estremamente affascinante. www.aeroportodicomiso.eu

Mi riferisco alla provincia di Ragusa, un’area di spazi molto grandi e relativamente poco popolati. Il vento soffia costante e la luce del posto ricorda a tutti gli effetti il deserto. E qui nel deserto straordinarie destinazioni accolgono nuovi viaggiatori. Quelli che hanno già visitato le mete “irrinunciabili” e che sono dunque pronti per un sud est un po’ nascosto, ma denso di panorami e di gemme da scoprire: Ragusa Ibla, Caltagirone, Modica ed una serie di altre bellezze

The Mediterranean Sea is a sea connected to the Atlantic Ocean surrounded by the Mediterranean region and almost completely enclosed by land.

www.ragusais.it/territorio

E non mancano certo le spiagge alla provincia di Ragusa. Da Capo Passero, stremo sud dell’isola, viaggiando verso ovest, enormi spiagge poco affollatevi accolgono. Poco più avanti la più nota del territorio: Scoglitti, nel comune di Vittoria. Fermatevi e pensate per un momento che siete ell’estremo sud d’Europa, più a sud di Tunisi se guardiamo la mappa!

Quale vino quaggiù?

E il vino? Non vi ho accompagnati fino a quaggiù per nulla, voglio presentare il Frappato. E’ il vitigno meno noto che in blend con il Nero d’Avola, leader indiscusso a bacca rossa dell’isola, costituisce l’unica DOCG della Sicilia: il Cerasuolo di Vittoria. Un vino interessante, che merita di certo più attenzione di quella di cui ha goduto finora. Nel Cerasuolo di Vittoria il Frappato gioca un ruolo importante, ingentilisce le caratteristiche un po’ rustiche del Nero d’Avola e lo rende armonico, caldo, profumato di frutta matura, dalla nota predominante di ciliegia, da cui il nome e totalmente coerente con la forza del sole di quest’area.

Date le caratteristiche della maturazione di queste uve diverse cantine ritengono opportuno vinificare il Cerasuolo di Vittoria senza botti di legno, preferendo con questa scelta esaltare le caratteristiche intrinseche dei vitigni e di questo territorio così speciale. Gli scavi archeologici hanno restituito anfore e monete che testimoniano la produzione di vino nel VII-VI secolo a.C. Ma di certo la storia è più antica, siamo in quella Magna Grecia che popola i nostri libri di storia.

Un vino che sa di sole

Il Frappato è qui il vero autoctono e viene vinificato monovitigno per esaltare le sue caratteristiche di freschezza. Al colore si presenta rubino scarico, l’olfatto richiama la frutta tra cui spiccano marasca, amarena, melograno e mirtilli. La struttura è media, è il rosso immediato, beverino, ma per questo di facile abbinamento con la cucina del territorio, con la pasta, le verdure e gli antipasti. E’ il vino che si raccomanda di servire a 14 gradi e che si presta perfettamente ad accompagnare i piatti di pesce quando vengono cucinati in salsa.

Comprese le caratteristiche, è comprensibile che data la diffusione dello spumante rosé negli ultimi tempi, è proprio il Frappato che si presta a questa tipologia.

Le denominazioni che includono il Frappato in purezza sono le DOC Alcamo, Eloro, Erice, Vittoria e Sicilia.

Ci sono altri prodotti famosi originari di questo territorio: il primo è ilpomodoro pachino…. https://www.finedininglovers.com/article/italian-delicacies-pachino-tomatoes e l’altro ancora più goloso http://www.visitsicily.info/en/modica-chocolate/

L’ambasciatore del territorio

Luoghi, cibi e vini hanno bisogno di ambasciatori nel mondo per poter diventare famosi: nelle stessa zona dove si produce il Frappato, vive e opera il commissario più famoso d’Italia: il commissario Montalbano.   Il detective creato dalla penna di Andrea Camilleri, abita e lavori in luoghi immaginari che però corrispondono fedelmente ai luoghi già citati. https://www.bookseriesinorder.com/inspector-montalbano/